giovedì 10 novembre 2011

Libertà di espressione: illusione di libertà


La parola, intesa come espressione libera del pensiero, così come l'informazione, sono due diritti.
I mezzi di comunicazione di massa spesso tarpano le ali a questi due diritti.
L'accesso ai mezzi di comunicazione di massa per i comuni mortali è difficilissimo.
La politica è la gestione della cosa pubblica per il raggiungimento degli obiettivi della democrazia.
La politica deve garantire la sovranità del popolo, ma la “Casta” lo impedisce.
L'accesso alla politica e alle stanze dei bottoni per i comuni mortali è difficilissimo.
Ma non temete: internet risolve tutto!!!
Oggi il nonno ha capito che l'11 settembre è una bufala e la zia Rita, che prima faceva le fettuccine fatte in casa e ora mette le ricette su facebook, si incazza vedendo le trofie al pesto al Senato che costano meno dell'uovo per la pasta. Oggi tutto è opinione, tutto, anche il delinquere è opinione. Oggi tutti sono giornalisti, fotografi, conduttori televisivi, conduttori radiofonici, inchieististi, opinionisti, ma mi domando come mai nessuno di questi, o quasi, sia un politico, eppure questa è la classe maggiormente attaccata.
Spesso accade il contrario, che una volta che si abbraccia la politica non si ritorna, a meno di trans e orgette varie, a fare il mestiere o praticare la passione precedente. Come mai? Lavitola era giornalista, come mai non tornò mai a fare il giornalista? Così anche Marrazzo, così anche altri. La Casta, sempre La Casta, nient'altro che Casta. Maledetti truffatori delle democrazia, ladri di denaro pubblico, incoscienti usurpatori delle nostre libertà.
Internet ci libererà! Internet ci dà la soluzione, perché ora strillo su facbook, poi linko sul blog del friend e taggo 50 mila persone che mi fanno il tweet insieme al feed, allora sapranno tutti e poi glielo diamo noi. Anzi voglio fondare un Movimento per la salvaguardia dei bug da softwares affinchè questi poveri animaletti non vengano maltrattati come gli acari d tastiera. Ovviamente il mio sarà un movimento apartitico e apolitico, di protesta, nel quale chi ne fa parte, deve condividere a pieno i nostri valori statutari. Non vogliamo infiltrati e grazie a Twitter collegato con Facebook e Google+, passando dalla newsletter, organizzo una mega assemblea nazionale, solo per noi.
Qui sta l'elemento disgregante. Ci meravigliamo che Monti faccia parte della Trilaterale o di Bildeberg? Chi ci dovevano mettere altrimenti? Tutti sono collusi e massoni (tutti o quasi) e noi stiamo ancora qui a urlare e abbaiare alla luna. Abbaiamo talmente tanto che pure la luna si è rotta le palle di ascoltarci. Allora muoviamoci! Ma ogni volta che ci si muove, in nome di una presunta democraticità, ci si disgrega sempre di più e, soprattutto, chi si muove sono sempre le stesse persone, mentre il resto rimangono ad ululare e al momento dell'azione non agiscono e al momento del voto o non votano o votano quello che hanno sempre votato.
Tra movimenti non c'è unione, quasi in una gara tra chi si movimenta meglio. In questo modo i partiti continuano a fagocitare il fagocitabile, mentre il popolino, perché tale siamo finché ci lasciamo fare tutto quello che vogliono, si individualizza sempre di più e perde il senso di unità e di solidarietà. Nessuno è disposto a rischiare del proprio, nessuno è disposto a rischiare quel minimo che gli è rimasto a scapito della dignità. Le cose non cambieranno se non c'è lo spirito di sacrificio. Certo, è vero, tanti sacrifici ci sono stati imposti e ci vengono imposti tutti i giorni tutto il giorno. Ma a maggior ragione dovremmo essere disposti a farne per il raggiungimento di una libertà che ora ci sottraggono pezzo pezzo, perché in quel caso sarebbe una scelta e non un'imposizione, a meno che non scegliamo di non fare, a meno che non scegliamo di delegare, allora non potremo lamentarci delle deleghe che diamo alla classe dirigente. La forma è importante, ma abbiamo totalmente perso il contatto con il valore dei contenuti e quindi se uno urla in faccia al capotreno incompetente che vuole tornare a casa, gli altri criticano i modi e fanno spallucce dicendo:” Tanto capita tutti i giorni, con chi te la vuoi prendere? Quel poveraccio non c'entra nulla, inutile insorgere”.
I padri costituenti e chi ha combattuto in ogni dove per l'indipendenza e la sovranità dei popoli, sicuramente potrebbe testimoniare che la democrazia non la regala nessuno, che la democrazia ha bisogno di un popolo sovrano che si faccia valere, che si faccia sentire e che si organizzi per il benessere della collettività le proposte attive e non solo con le proteste.
Io appartengo a tutte le categorie di mediocrità apprese nel testo. La prima persona che critico è chi ha scritto questo articolo: me stesso!


FRASI RACCOLTE DALLA RETE

"Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti!" Ettore Petrolini
"Una delle punizioni che ti spettano per non aver partecipato alla politica è di essere governato da esseri inferiori."
-- Platone--

1 commento:

  1. 'Se la classe dominante ha perduto il consenso, cioè non è più "dirigente", ma unicamente "dominante", detentrice della pura forza coercitiva, ciò appunto significa che le grandi masse si sono staccate dalle ideologie tradizionali, non credono più a ciò in cui prima credevano ecc. La crisi consiste appunto nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere; in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi più svariati.'
    (ANTONIO GRAMSCI)
    MI scuso per l'eccesso di citazionismo, ma non trovo 'parole nuove', altrettanto efficaci.
    Per troppo tempo abbiamo creduto che la democrazia andasse esercitata solo attraverso l'espressione del voto, che non necessitasse di un controllo vigile e costante da parte di tutti: è la logica del disimpegno e della dimensione privata. Tutti preoccupati di rivendicare i nostri diritti, ci siamo del tutto dimenticati delle responsabilità e dell'impegno. La Costituzione repubblicana è ancora uno strumento potente di gestione di uno stato, se solo ci impegnassimo ad attuarla. La divisione dei poteri e l'equilibrio tra di essi (popolo compreso) è ancora l'unica via praticabile. E' necessario che donne e uomini nuovi si prendano la responsabilità e l'impegno morale di governare, scalzando definitivamente tutti coloro che hanno interpretato la politica come affare personale. Non è più il tempo del disimpegno e della dimensione privata, non più il tempo di rimandare: la vera rivoluzione si fa studiando e preparandosi seriamente a prendere il potere secondo le modalità previste della Costituzione.

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