La parola, intesa come
espressione libera del pensiero, così come l'informazione, sono due
diritti.
I mezzi di comunicazione
di massa spesso tarpano le ali a questi due diritti.
L'accesso ai mezzi di
comunicazione di massa per i comuni mortali è difficilissimo.
La politica è la
gestione della cosa pubblica per il raggiungimento degli obiettivi
della democrazia.
La politica deve
garantire la sovranità del popolo, ma la “Casta” lo impedisce.
L'accesso alla politica e
alle stanze dei bottoni per i comuni mortali è difficilissimo.
Ma non temete: internet
risolve tutto!!!
Oggi il nonno ha capito
che l'11 settembre è una bufala e la zia Rita, che prima faceva le
fettuccine fatte in casa e ora mette le ricette su facebook, si
incazza vedendo le trofie al pesto al Senato che costano meno
dell'uovo per la pasta. Oggi tutto è opinione, tutto, anche il
delinquere è opinione. Oggi tutti sono giornalisti, fotografi,
conduttori televisivi, conduttori radiofonici, inchieististi,
opinionisti, ma mi domando come mai nessuno di questi, o quasi, sia
un politico, eppure questa è la classe maggiormente attaccata.
Spesso accade il
contrario, che una volta che si abbraccia la politica non si ritorna,
a meno di trans e orgette varie, a fare il mestiere o praticare la
passione precedente. Come mai? Lavitola era giornalista, come mai non
tornò mai a fare il giornalista? Così anche Marrazzo, così anche
altri. La Casta, sempre La Casta, nient'altro che Casta. Maledetti
truffatori delle democrazia, ladri di denaro pubblico, incoscienti
usurpatori delle nostre libertà.
Internet ci libererà!
Internet ci dà la soluzione, perché ora strillo su facbook, poi
linko sul blog del friend e taggo 50 mila persone che mi fanno il
tweet insieme al feed, allora sapranno tutti e poi glielo diamo noi.
Anzi voglio fondare un Movimento per la salvaguardia dei bug da
softwares affinchè questi poveri animaletti non vengano maltrattati
come gli acari d tastiera. Ovviamente il mio sarà un movimento
apartitico e apolitico, di protesta, nel quale chi ne fa parte, deve
condividere a pieno i nostri valori statutari. Non vogliamo
infiltrati e grazie a Twitter collegato con Facebook e Google+,
passando dalla newsletter, organizzo una mega assemblea nazionale,
solo per noi.
Qui sta l'elemento
disgregante. Ci meravigliamo che Monti faccia parte della Trilaterale
o di Bildeberg? Chi ci dovevano mettere altrimenti? Tutti sono
collusi e massoni (tutti o quasi) e noi stiamo ancora qui a urlare e
abbaiare alla luna. Abbaiamo talmente tanto che pure la luna si è
rotta le palle di ascoltarci. Allora muoviamoci! Ma ogni volta che ci
si muove, in nome di una presunta democraticità, ci si disgrega
sempre di più e, soprattutto, chi si muove sono sempre le stesse
persone, mentre il resto rimangono ad ululare e al momento
dell'azione non agiscono e al momento del voto o non votano o votano
quello che hanno sempre votato.
Tra movimenti non c'è
unione, quasi in una gara tra chi si movimenta meglio. In questo modo
i partiti continuano a fagocitare il fagocitabile, mentre il
popolino, perché tale siamo finché ci lasciamo fare tutto quello
che vogliono, si individualizza sempre di più e perde il senso di
unità e di solidarietà. Nessuno è disposto a rischiare del
proprio, nessuno è disposto a rischiare quel minimo che gli è
rimasto a scapito della dignità. Le cose non cambieranno se non c'è
lo spirito di sacrificio. Certo, è vero, tanti sacrifici ci sono
stati imposti e ci vengono imposti tutti i giorni tutto il giorno. Ma
a maggior ragione dovremmo essere disposti a farne per il
raggiungimento di una libertà che ora ci sottraggono pezzo pezzo,
perché in quel caso sarebbe una scelta e non un'imposizione, a meno
che non scegliamo di non fare, a meno che non scegliamo di delegare,
allora non potremo lamentarci delle deleghe che diamo alla classe
dirigente. La forma è importante, ma abbiamo totalmente perso il
contatto con il valore dei contenuti e quindi se uno urla in faccia
al capotreno incompetente che vuole tornare a casa, gli altri
criticano i modi e fanno spallucce dicendo:” Tanto capita tutti i
giorni, con chi te la vuoi prendere? Quel poveraccio non c'entra
nulla, inutile insorgere”.
I padri costituenti e chi
ha combattuto in ogni dove per l'indipendenza e la sovranità dei
popoli, sicuramente potrebbe testimoniare che la democrazia non la
regala nessuno, che la democrazia ha bisogno di un popolo sovrano che
si faccia valere, che si faccia sentire e che si organizzi per il
benessere della collettività le proposte attive e non solo con le
proteste.
Io appartengo a tutte le categorie di mediocrità apprese nel testo. La prima persona che critico è chi ha scritto questo articolo: me stesso!
FRASI RACCOLTE DALLA RETE
"Bisogna
prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma
sono in tanti!" Ettore Petrolini
"Una
delle punizioni che ti spettano per non aver partecipato alla
politica è di essere governato da esseri inferiori."
-- Platone--
-- Platone--
'Se la classe dominante ha perduto il consenso, cioè non è più "dirigente", ma unicamente "dominante", detentrice della pura forza coercitiva, ciò appunto significa che le grandi masse si sono staccate dalle ideologie tradizionali, non credono più a ciò in cui prima credevano ecc. La crisi consiste appunto nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere; in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi più svariati.'
RispondiElimina(ANTONIO GRAMSCI)
MI scuso per l'eccesso di citazionismo, ma non trovo 'parole nuove', altrettanto efficaci.
Per troppo tempo abbiamo creduto che la democrazia andasse esercitata solo attraverso l'espressione del voto, che non necessitasse di un controllo vigile e costante da parte di tutti: è la logica del disimpegno e della dimensione privata. Tutti preoccupati di rivendicare i nostri diritti, ci siamo del tutto dimenticati delle responsabilità e dell'impegno. La Costituzione repubblicana è ancora uno strumento potente di gestione di uno stato, se solo ci impegnassimo ad attuarla. La divisione dei poteri e l'equilibrio tra di essi (popolo compreso) è ancora l'unica via praticabile. E' necessario che donne e uomini nuovi si prendano la responsabilità e l'impegno morale di governare, scalzando definitivamente tutti coloro che hanno interpretato la politica come affare personale. Non è più il tempo del disimpegno e della dimensione privata, non più il tempo di rimandare: la vera rivoluzione si fa studiando e preparandosi seriamente a prendere il potere secondo le modalità previste della Costituzione.